si sistema una ramata ciocca di capelli che il vento si era divertito a spostarle davanti agli occhi...
va a cercare la piccola lady una radice dell'albero diga che fuoriscisse da terreno per potervici sedere sopra: sedersi per terra sarebbe stato poco igienico, e soprattutto avrebbe sporcato il grigio vestito di lei.
da lì a poco, trovata la bianca radice che fuorisce dal terreno, che forma un arco, vi siede sopra, sostemando poi il vestito sotto le gambe per non farlo rovinare, ed anche sopra, perchè ogni tanto, una folata di vento vi faceva poggiare sopra una scarlatta foglia.
Ne cadevano proprio tante da quell'albero in quel giorno, e, caduta l'ennesima sopra la grigia sottanina, decide di prenderla in mano dalla stelo e, come se fosse entrata in una specie di stato di trance comincia ad osservarla nei minimi particolari...
Quel colore rosso le aveva fatto ricordare il colore scarlatto della divisa del suo principe...ricorda nella mente quei riccioli dorati che tanto le piacevano e, subito, le gote le si arrossiscono e, accorgendosene, stringe le spalle e, lasciando cadere la foglia a terra porta le mani giunte tra le gambe pensando [chissà quando lo rivedro'...] pensa voltando gli azzurri occhi in cielo, per poi girare il dorso e voltare il viso verso il volto scolpito nel legno dell'albero diga, con i suoi occhi dipinti di quella resina rossa che gli conferiva un aspetto così sinistro...

Solo Nella Nostra Vulnerabilità Si Cela Il Vero Potere
E Quel Potere è La Vita Stessa

Cielo e Terra dicono qualcosa
l'uno all'altro nella dolce sera.
Una stella nell'aria di rosa,
un lumino nell'oscurità.[...]
Quelle case sono ognuna un mondo
con la fiamma dentro, che traspare;
e c'è dentro un tumulto giocondo
che non s'ode a due passi di là.
E tra i mondi, come un grigio velo,
erra il fumo d'ogni focolare.[...]
G.P.


